Strage Istanbul, l’Isis rivendica l’attentato

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L’Isis ha rivendicato l’attentato atroce che, nella notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio, ha colpito Istanbul, provocando 39 vittime e decine di feriti.

Lo Stato Islamico ha parlato dell’attentatore come un “eroico soldato del califfato”, capace di colpire un nightclub dove i “cristiani stavano celebrando la loro festa apostatica”. Non mancano ulteriori minacce alla Turchia, definita “serva dei crociati”.

Che ci fosse l’Isis dietro ai fatti sconvolgenti della notte di San Silvestro era parso chiaro a tutti sin da subito. La caccia all’uomo, intanto, prosegue senza sosta: l’attentatore, probabilmente originario dell’Asia Centrale (Kirghizistan o Uzbekistan), potrebbe essere collegato anche ad un altro attentato che nel 2016 ha colpito la capitale turca, quello all’aeroporto Ataturk che causò 47 morti. Le testimonianze confermano che l’uomo parlava in arabo e che non è quello con la barba apparso in alcune immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza.

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